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Commissione Sanità presso la Regione Lazio

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Roma  01/12/08 

 

Al Presidente della Giunta Regionale del Lazio

On. Piero Marrazzo 

Illustrissimo Vice PresidenteCommissione della Giunta  Regionale del Lazio

Sen. Esterino Montino 

Ufficio Rapporti Istituzionali del Vice Presidente  

Oggetto: Audizioni Commissione Sanità presso la Regione Lazio.  

 

  Oggetto: Audizioni Commissione Sanità presso la Regione Lazio.  
La scrivente O.S. infermieristica, rappresentativa a livello nazionale, esprime forte contrarietà nei confronti del comportamento pregiudizievole e antidemocratico manifestato da parte della  Commissione di cui all’oggetto rispetto al Sindacato degli Infermieri Italiani – Nursing Up.Era nostra convinzione che il tempo delle “ghettizzazioni” e delle discriminazioni avesse lasciato spazio al buon senso, all’equità e alla trasparenza. Ci sbagliavamo!Oggi acquisiamo la consapevolezza che anche all’interno di organismi che operano per la Regione Lazio, da Lei presieduta, è ancora viva una condotta politica fondata su vecchie logiche di potere, sulle discriminazioni e sulle “esclusioni selettive”.La Commissione Sanità ha ritenuto di dover ricevere le OO.SS. del Comparto Pubblico, di quello Privato e della Dirigenza medica. Ha riconosciuto il diritto ad un’audizione anche alle Associazioni Professionali, a Cittadinanzattiva, all’Associazione Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta e addirittura alla O.S. RDB ( non rappresentativa all’interno del Comparto Sanità).Ha partecipato ad un Congresso a “casa” CISL (suo trampolino di lancio verso il mondo della politica), insieme ai Dirigenti di questa organizzazione sindacale e ai Direttori Generali delle varie Aziende Sanitarie del territorio.Nei confronti dei Rappresentanti degli Imprenditori Privati della Sanità Laziale lo stesso Presidente della Commissione Sanità è stato così partecipe che ha sentito la necessità di redigere un documento e indirizzarlo a Lei ed al Vice Presidente della Giunta. Una strana sensibilità verso i problemi di questi imprenditori ed una meno strana insensibilità verso i Rappresentanti degli Infermieri.Tra l’altro la commissione, nel documento di cui sopra, ha paventato il rischio di un ricorso avverso al Piano di Riqualificazione della Rete Ospedaliera da parte delle Rappresentanze Imprenditoriali. Problematica che la ns. Organizzazione, pur essendo stata dalla stessa “ghettizzata”, aveva rappresentato circa 3 mesi orsono nella Relazione sul Piano di Rientro, già in Vs. possesso. Illustrissimo Presidente, La esortiamo vivamente ad intervenire direttamente e ad adoperarsi al fine di porre fine a questo atteggiamento discriminatorio nei confronti della scrivente Organizzazione Sindacale.Chiediamo il Suo intervento anche perché la nostra posizione sul Piano Sanitario Regionale, come Ella avrà potuto rilevare dai nostri commenti già posti alla Sua attenzione, non è avversa ai princìpi che lo stesso Piano “teoricamente” esprime. E’ ovvio, però, che la nostra volontà è di essere parte attiva nel trattare gli aspetti del nuovo P.S.R. che riguardano da vicino gli Infermieri delle Aziende Ospedaliere e delle A.S.L. della Regione Lazio. Questo perché ne abbiamo tutto il diritto, al pari delle altre OO.SS. rappresentative.A tal proposito evidenziamo che il personale infermieristico ha dato vita ad un “proprio” sindacato per rappresentare le peculiari problematiche lavorative e contrattuali di questa figura professionale, che fino ad oggi non hanno avuto spazio nelle politiche del sindacalismo confederale espresso da CGIL –CISL e UIL.Altro importante dato è che la ns. Organizzazione è in continua e costante crescita e metterla da parte significa togliere agli infermieri, categoria afflitta dal burn out, dal demansionamento e dall’ingiustizia organizzativa e retributiva, anche l’ultima speranza di diventare visibili al mondo politico e alla società civile.  Siamo stanchi di essere dei fantasmi!  Apprendiamo con piacere che almeno la rappresentanza ordinistica degli infermieri è stata ricevuta e apprezziamo le proposte da questa avanzate, ma le problematiche di natura contrattuale, normativa ed economica e quelle relative all’organizzazione e alle condizioni di lavoro dovrebbero essere prerogative delle organizzazioni sindacali.E’ attraverso i rappresentanti regolarmente e democraticamente eletti all’interno delle RSU che il ns. Sindacato agisce; sono loro a registrare malumori, tensioni, conflitti, esigenze ed altro all’interno delle strutture e a noi la legge riconosce questa funzione. Privare di questo gli infermieri significa non riconoscere loro le possibilità riconosciute ad altri lavoratori e professionisti come medici, farmacisti, psicologi, biologi, ecc. e quindi lasciarli a se stessi rischiando “la deriva”.Svilire ancor di più questa categoria di professionisti sanitari “snobbando” la loro Rappresentanza Sindacale” in un momento in cui i problemi legati alle loro condizioni di lavoro e alla penosa retribuzione, che dal prossimo anno, grazie allo scandaloso rinnovo contrattuale, ai tagli ai fondi della produttività collettiva e all’incremento dell’irpef sarà ancora peggiore, significa voler “tirare” una corda già tesissima.Mettere da parte la Rappresentanza Sindacale Infermieristica può lasciare spazio a reazioni non mediate. Noi questo non lo vogliamo!A testimonianza di ciò evidenziamo che il giorno 25 u.s. durante una Assemblea Generale tenutasi presso l’A.C.O. San Filippo NERI su iniziativa della CGIL- CISL- UIL- FIALS e ANAAO, alla presenza del presidente del Municipio ed un delegato del Sindaco di Roma e con la partecipazione dei Rappresentanti Territoriali delle suddette OO.SS., la platea costituita da tutti i lavoratori, per gran parte infermieri, ha lanciato forti segni di delegittimazione delle suddette OO.SS. e non sono mancati momenti di “duro” confronto che testimoniano la densità e la complessità del “clima”.La conduzione degli incontri e dei confronti tra la Commissione Sanità e le Rappresentanze ricevute non può essere prerogativa di pochi eletti e selezionati ATTORI, ma deve coinvolgere quante più rappresentanze possibili. Ciò anche perché la distanza tra la pseudorealtà delle consuete rappresentanze politico sindacali e associative e la realtà vera vissuta dagli operatori della sanità è abissale. La ns. organizzazione sindacale è giovane e proprio per questo innovativa e aperta al cambiamento, ma il cambiamento va guidato facendo riferimento a veri indicatori e non a quelli segnalati dalle lobby, se si vogliono evitare forti tensioni sociali.E’ evidente, come abbiamo già segnalato nella lettera relativa ai provvedimenti sul piano di rientro circa 3 mesi fa, che se il P.S.R. presenta aspetti fortemente innovativi e a nostro avviso positivi è altrettanto vero che nel piano di Riqualificazione della Rete Ospedaliera si registra una propensione nel salvaguardare le strutture sanitarie di religiosi e privati, oltre che dei policlinici universitari.Su questi temi CHIEDIAMO A GRAN VOCE e al più presto un confronto, che proprio perché avanzato da una organizzazione sindacale senza pregiudizi, senza padroni e senza “strani intrighi politici”, dovrebbe essere accolto e  potrebbe rivelarsi costruttivo, chiarificatore e quindi punto di partenza per divulgare capillarmente nelle Aziende Ospedaliere della Regione Lazio quanto sta realmente accadendo.E’ nostra convinzione che la pluralità dei contributi, specialmente su materie complesse come quella sanitaria, rappresenti una risorsa e mette al riparo da facili riduzionismi. Cordiali saluti.                                    
Il Consigliere Regionale Referente del Lazio                                                                          
Laura Rita Santoro
Curatore rapporti e comunicati con la  regione Lazio
Mauro Carboni 
 

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