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All'Istituto Romano di San Michele

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Direttore Commissario Straordinario

Istituto Romano di San Michele

Dott. Mario Sisto Ferrante

Al Segretario Generale

Dott.ssa Tiziana De Maria

Direttore Amministrativo

Dott. Carlo Fiore

Direttore del Personale e dell’Assistenza

Dott. Carlo Fiore

Casa di Riposo San Michele

Collegio IPASVI

Tribunale del Malato

Mass Media

La presente a nome e per conto del personale in servizio presso la VS Struttura Sanitaria. Il personale in servizio presso il VS Nosocomio è fortemente preoccupato per le scelte gestionali che potrebbero essere causa di nocumento per gli ospiti e i dipendenti in servizio nella Vostra Struttura.

Il personale è preoccupato per la gestione degli straordinari che verrebbero distribuiti al solo personale operante per mezzo di una Cooperativa esterna. Si ricorda che una distribuzione equilibrata dello straordinario, consente un’equa distribuzione del carico e/o fardello lavorativo. Quindi un lavoro più sicuro per tutti, ma, soprattutto nell’interesse degli ospiti della Vostra Struttura.

Mi dicono che nella Struttura vengono assistiti 80 anziani circa, il cui 50% non è autosufficiente e allettato. Le Direttive regionali prevedono un numero maggiore di Operatori Socio Sanitari e Operatori Infermieri ben lontani dal numero in essere nella Vostra Struttura fino ad oggi. Quindi l’ideale sarebbe integrare il personale attualmente in servizio, che nel caso di pensione o dimissione non sarebbe mai stato reintegrato!

Altresì, oggi i colleghi vengono a sapere che in R.S.A.  il personale non viene integrato ma, ridotto ad 1 infermiere per turno durante il pomeriggio e la notte, nonostante i numerosi pazienti bisognosi di cure primarie, assistenza con il conseguente elevato carico di cura sostenuto.

 

Il sistema così come strutturato potrebbe essere causa di una mancata  protezione e cura delle persone non autosufficienti assistite presso la Vostra Complesso!

 

La ristrutturazione organizzativa del numero di personale in servizio, infermieristico e non,  sembrerebbe non considerate le persone con disabilità, vale a dire, coloro che non sono in grado di svolgere le abituali funzioni quotidiane.  Si ricorda che le funzioni essenziali della vita dovrebbe comprendere: le attività quali: autonomia nel camminare, nel salire le scale, nel chinarsi, nel coricarsi, nel sedersi, vestirsi, lavarsi, fare il bagno, mangiare. Gli Ospiti assistiti nella Vostra Struttura necessitano di aiuto nelle funzioni essenziali della vita ma, nel caso fossero confinati a letto e/o su una sedia a rotelle o avessero difficoltà sensoriali come sentire, vedere, parlare, gli oneri per chi si occupa di assistenza aumentano vertiginosamente!

 

 

La presente al fine di tutelare il personale in servizio presso la struttura, ma, anche gli ospiti, che benché disabili psichici e/o motori, sono meritevoli di un’assistenza di qualità secondo principi di Risk Mangemet, Sicurezza e Qualità.

Si sottolinea che con lo straordinario non si può strutturare lavoro ordinario! Assegnare ore di straordinario con prerogative di sistema premiante è discutibile e pericoloso! Inoltre, la scelta di aumentare le ore di lavoro della cooperativa è una esperienza, oramai risaputa, un bieco tentativo di abbattere, ma, in apparenza, i costi fissi della struttura sanitaria. Tale tecnica “artificiosa” è risaputa anche presso la Comunità Europea. Eventuali “esosi” costi di gestione non sono dovuti al personale che opera sui pazienti, che oggettivamente si può appurare, piuttosto le intenzioni di risparmio dovrebbero essere dirette verso altre “scomode” direzioni!  I discutibili tagli posti in essere potrebbero essere ascrivibili al codice penale, soprattutto se si pensa alle incombenze di tipo assistenziale che potrebbero essere penalizzate.

Alla luce di quanto sopra, tenuto conto, del  D.lgs. 81/08  e del profilo professionale (D.M. 14 settembre 1994, n.739), e non solo! Ai sensi della L. n° 42/’99 che eleva a norma il codice Deontologico degli Infermieri; che hanno l’obbligo deontologico di tutelare la loro salute e quella degli utenti, “l’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale. (…) a tutela della salute della persona, segnala al proprio Collegio professionale le situazioni che possono configurare l’esercizio abusivo della professione infermieristica.  (…) segnala al proprio Collegio professionale le situazioni in cui sussistono circostanze o persistono condizioni che limitano la qualità delle cure e dell’assistenza o il decoro dell'esercizio professionale”.

Concludendo si chiede il ripristino di due Infermieri per turno, che possono e devono essere supportati da altro personale. Si mette in risalto che il personale di supporto, come gli Operatori Socio Sanitari, possono aiutare il personale Infermieristico nell’assistenza ai pazienti, ma, non possono sostituire l’Infermiere! Nel caso degli Infermieri si debbono seguire gli stessi principi dei chirurghi in sala operatoria, che non possono essere meno di due durante un intervento.

 

La presente al fine di coinvolgere la Direzione in indirizzo in caso di procedimenti penali che chiamerebbero in causa il personale “stremato” incaricato dell’assistenza dei vostri ospiti.

 

Cordiali saluti

 

                                                                       

Consigliere Regionale Nursing Up Regione Lazio

  

                                                                                               Dott.ssa Laura Rita Santoro

  




 
 

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