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Proposta di turnazione alternativa - Ospedale Lazzaro Spallanzani

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Alla c.a. del Direttore Generale

Dr. Vitaliano De Salazaar e p.c.                         

 Direttore Sanitario 

Dr. Lindo Zarelli                                                      

Istituto Nazionale per le Malattie Infettive

Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico   

Ospedale L. Spallanzani

Via Portuense, 292 00149 - ROMA 

Oggetto: proposta di turnazione alternativa 

 

La presente a nome e per conto degli infermieri in servizio presso il Vostro nosocomio.

Risulta alla scrivente che gli Infermieri, operanti nella Vostra Struttura Ospedaliera, siano stati spostati per presupposte ragioni legate al nuovo Atto Aziendale.

 Di fatto ai colleghi non sono state fornite soddisfacenti motivazioni, e in taluni casi è mancata anche una comunicazione per iscritto!

Gli Infermieri sono rimasti basiti dai “non chiari” criteri di scelta del personale che è stato spostato, rispetto ad altri. Il personale Infermieristico vive queste scelte, che avrebbero potuto essere condivisibili, come una scelta contraddittoria, sproporzionata e senza senso!Come Nursing Up contestiamo la scelta di porre a disposizione il personale Infermieristico, dal momento che si rischia di porlo nella condizione di aumentare il rischio di errori durante l’esercizio della professione. 

I datori di lavoro hanno il dovere generale di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori e procedere, in relazione all’attività lavorativa, ad una specifica valutazione. 

La Direttiva quadro dell’UE, infatti, sottolinea il ruolo decisivo della valutazione dei rischi e fissa le regole base a cui tutti i datori di lavoro devono attenersi. Gli Stati membri hanno tuttavia il diritto di adottare disposizioni più rigorose per tutelare i propri lavoratori, ma devono sicuramente ottemperare a tale obbligo (cfr. la normativa specifica del proprio paese).Alla luce della summenzionata “misura organizzativa adottata”, sembra che non sia stata condotta una reale Valutazione del Rischio, tra l’altro necessaria per qualsiasi attività, ivi incluse le riorganizzazioni del personale. L’adozione di Misure di Prevenzione specifiche per ciascun evento emerso o valutato è indispensabile per garantire la tutela dei Lavoratori, ma anche dei Cittadini fruitori del S.S.N. . Infatti, per i datori di lavoro, e nella fattispecie per quelli di strutture del S.S.N, “garantire un ambiente sanitario confortevole e sicuro è un impegno di primaria importanza che va perseguito e mantenuto con tenacia per evitare sgradevoli realtà di trascuratezza troppo spesso vissute dai pazienti e dagli operatori sanitari”.

Il problema del “luogo di cura sicuro” nella sua globalità, sia rispetto agli utenti, sia rispetto al personale che vi opera, è l’obiettivo primario sul quale si misura la qualità della gestione sanitaria. Per perseguire questo obiettivo è necessario incrementare la “sensibilità” al problema della sicurezza. La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene doveroso, in relazione all’argomento in questione, richiamare l’attenzione sull'obbligo di correttezza e di buona fede contrattuale (art 1375 c.c.), che va inteso in modo bilaterale. Tale principio, infatti, anche rispetto alla tutela dell'integrità fisica e della personalità morale del prestatore, esige che sia necessario anche un suo comportamento.

Il dipendente, fornendo la propria collaborazione diretta alla propria stessa tutela, mette in atto uno specifico comportamento. Conseguentemente, se un “ordine” non segue i principi citati, rischia di compromettere il principio di correttezza e di buona fede contrattuale sopra menzionato. 

Il personale, come desiderano “certi politici”, è disponibile alla mobilizzazione, ma, nel caso del personale Infermieristico, per principi legati al Risk Management, non è possibile sottovalutare principi di reengineering ("reingegnerizzazione") in senso generale 

Nella Vostra Azienda è stato riprogettata la sola organizzazione del personale Infermieristico? Trasferire il personale infermieristico dovrebbe implicare la formazione del personale, i protocolli di lavoro, e ancora l’organizzazione della stessa Struttura, in cui il materiale, i carrelli d’emergenza, ecc. dovrebbe essere organizzati e posizionati per tutti i Reparti e/o Servizi con la stessa regola?!!

La riorganizzazione Aziendale dovrebbe contemplare la “riprogettazione” secondo precisi standard di efficienza. Il fine dovrebbe essere rivolto all’ottenimento di miglioramenti durevoli in termini di costo, efficienza e qualità. Si rischia, altrimenti, di demotivare il personale, le cui condizioni di lavoro potrebbero essere discutibili e ben lontane a principi di Qualità e Risk Mangement.

La Qualità e Risk Mangement delle prestazioni sanitarie non possono essere una responsabilità dei soli Infermieri, mentre la Direzione pone delle “fredde” direttive. Gli Infermieri sono disponibili ai cambiamenti, ma, chiedono che venga applicata una equa rotazione nella scelta del personale che viene posto a disposizione, che gli stessi Professionisti siano utilizzati nelle realtà assistenziali in cui già lavoravano da anni.

Certe soluzioni più eque ridurrebbero il malcontento migliorando la compliance finalizzata ad un effetto di tipo positivo sulla qualità dell’assistenza erogata. In altre parole si chiede di cambiare il provvedimento adottato ma non gli obiettivi, imposti dalla Regione, che si intende raggiungere.

La nostra proposta ha il fine di ridurre il numero dei lavoratori “Infermieri” penalizzati in modo permanente e quindi scontenti e demotivati.

In attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti. 

 

Coordinamento Regionale Nursing Up Lazio

 

Dott.ssa Laura Rita Santoro   

 

 

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