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Indennità ex art. 44 punto

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Indennità ex art. 44 punto 6) CCNL comparto sanità, per aver svolto prestazioni di terapia intensiva nel reparto di chirurgia generale.

Fonte: http://www.dirittosanitario.net

 


Dalla lettura complessiva del testo dell'art. 44, comma 6 del ccnldi comparto,si evince che tutte le situazioni per le quali viene prevista l'indennità (lett. a e b) fanno riferimento ad articolazioni del servizio sanitario (sale operatorie, terapie intensive, servizi di nefrologia e dialisi), non al tipo di patologia con la quale l'infermiere può venire in contatto quale che sia la struttura in cui opera.
La lettura del citato art. 44, comma 9, abilita la contrattazione decentrata, entro definiti limiti di spesa, ad individuare altri operatori che abbiano lavorato nei servizi indicati nel comma 6; "questo rinvio rafforza l'idea che il concetto di "servizi" utilizzato nel comma 6, è concetto unitario ed omogeneo che vale a indicare strutture dell'organizzazione sanitaria, quali i reparti di terapia intensiva, i servizio di nefrologia, i servizi di malattie infettive ed altri.


Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 18-11-2015, n. 23602

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMOROSO Giovanni - Presidente -

Dott. BRONZINI Giuseppe - Consigliere -

Dott. MANNA Antonio - Consigliere -

Dott. BALESTRIERI Federico - Consigliere -

Dott. ESPOSITO Lucia - rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 17209/2010 proposto da:

C.S. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CAVOUR 221, presso lo studio degli avvocati FABBRINI Fabio, LEOPOLDO SPEDALIERE, che la rappresentano e difendono, giusta delega in atti;

- ricorrente -

contro

A.S.L. NAPOLI (OMISSIS) P.I. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA POLI 29, presso la SEDE DI RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE CAMPANIA, rappresentata e difesa dagli avvocati AFELTRA Francesco Saverio, EDUARDO MARTUCCI, giusta delega in atti;

- controricorrente -

e contro

A.S.L. NAPOLI (OMISSIS) C.F. (OMISSIS), NUOVA A.S.L. NAPOLI (OMISSIS);

- intimati -

avverso la sentenza n. 3031/2009 della CORTE D'APPELLO di NAPOLI, depositata il 24/06/2009 R.G.N. 10610/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/07/2015 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. MATERA Marcello, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Svolgimento del processo

1. La Corte d'Appello di Napoli, con sentenza del 13/5/2009 - 24/6/2009, confermava la decisione del giudice di primo grado che aveva rigettato la domanda avanzata da C.S. diretta ad ottenere la condanna di Asl NA (OMISSIS) al pagamento della somma di Euro 5.084,03 a titolo di indennità ex art. 44 punto 6) CCNL comparto sanità (1994-1997), relativamente al periodo gennaio 1999/dicembre 2004, avendo svolto prestazioni di terapia intensiva nel reparto di chirurgia generale del presidio ospedaliero di (OMISSIS) cui era addetta. Dall'interpretazione dell'art. 44 punto 6 del CCNL comparto sanità 1994-1997, coordinato con l'art. 4 intitolato "servizi di terapia intensiva e sub intensiva" della contrattazione collettiva decentrata, in cui erano elencati i servizi cui l'indennità in parola si applica, la Corte distrettuale traeva che le indennità ivi previste (per ogni giornata di effettivo servizio prestato nelle terapie intensive e nelle sale operatorie, nonchè nelle terapie sub intensive e nei servizi di malattie infettive) non erano attribuite indiscriminatamente a tutti gli infermieri che si siano trovati in una situazione di rischio in modo episodico o residuale rispetto alla complessiva attività del reparto o servizio cui erano assegnati, laddove tale indennità spettava agli infermieri che stabilmente espletano la propria attività in reparti particolarmente attrezzati in cui la presenza della descritta tipologia di pazienti è costante e caratterizza l'attività del reparto secondo una valutazione di ordine generale. Rilevava che siffatta soluzione interpretativa teneva conto della necessità dell'amministrazione di parametrare i propri impegni di spesa, svincolandoli da una casistica estremamente variegata e di ricondurli entro ben definiti limiti di spesa.

3. Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione la C., formulando cinque motivi d'impugnazione. Resiste l'Asl con controricorso.

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo la ricorrente deduce omessa decisione su un punto decisivo della controversia, relativamente all'espletamento in continuatività, quotidianità, ordinarietà e sistematicità delle terapie intensive e sub intensive rese dal personale infermieristico del reparto di Chirurgia Generale del (OMISSIS).

2.Con il secondo motivo lamenta violazione ed erronea applicazione degli artt. 2697 e 2729 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c.. Rileva che la Corte territoriale aveva escluso il diritto all'indennità in questione ritenendo svolta una prestazione con modalità opposte a quelle descritte, senza considerare che non vi era alcuna contestazione sul punto.

3. Deduce, ancora, illogicità, contraddittorietà ed incoerenza della decisione nella parte in cui definisce che le prestazioni delle terapie in questione devono ritenersi rese "in modo episodico o comunque residuale" relativamente agli infermieri di reparti diversi da quelli individuati dalla normativa decentrata come istituzionalmente tenuti alla erogazione di terapie intensiva e sub intensiva.

4. Con il quarto e il quinto motivo deduce, rispettivamente, erronea interpretazione e falsa applicazione dell'art. 44 CCNL Comparto Sanità e dell'art. 4 Contratto Collettivo Decentrato del 20/5/97 e violazione e falsa applicazione dell'art. 36 Cost. e art. 2099 c.c..

Rileva l'incongruità di una interpretazione del ccnl che vede, a parità di condizioni di lavoro, di disagio, di responsabilità, gravosità e rischio, lavoratori del medesimo settore retribuiti in maniera diversa. Osserva che far dipendere il diritto all'indennità dal formale riconoscimento del reparto anzichè dall'effettivo espletamento delle terapie in condizioni di continuità significa tradire il senso della norma. Rileva che tenere conto nell'interpretazione della norma del contenimento della spesa entro limiti consentiti non può giustificare la corresponsione di una retribuzione non parametrata alle condizioni di perequatezza e congruità della prestazione.

5. Gli ultimi due motivi di ricorso vanno esaminati preliminarmente in ragione dell'antecedenza logica. Gli stessi sono infondati a fronte del dictum di Cass. n. 9248 del 2008, che in questa sede la Corte di legittimità intende ribadire. Nella decisione richiamata questa Corte ha avuto modo di affermare che dalla lettura complessiva del testo dell'art. 44, comma 6 del ccnl richiamato si evince che tutte le situazioni per le quali viene prevista l'indennità (lett. a e b) fanno riferimento ad articolazioni del servizio sanitario (sale operatorie, terapie intensive, servizi di nefrologia e dialisi), non al tipo di patologia con la quale l'infermiere può venire in contatto quale che sia la struttura in cui opera. Ha evidenziato, altresì, che ulteriore conferma sul piano della interpretazione sistematica è data dalla lettura del citato art. 44, comma 9. Tale previsione abilita la contrattazione decentrata, entro definiti limiti di spesa, ad individuare altri operatori che abbiano lavorato nei servizi indicati nel comma 6. Secondo la sentenza richiamata "questo rinvio rafforza l'idea che il concetto di "servizi" utilizzato nel comma 6, è concetto unitario ed omogeneo che vale a indicare strutture dell'organizzazione sanitaria, quali i reparti di terapia intensiva, i servizio di nefrologia, i servizi di malattie infettive, ecc.".

6.La decisione della Corte territoriale appare, quindi, coerente con le indicate linee interpretative e va confermata, rimanendo assorbite le censure di cui ai primi tre motivi di ricorso, tutte attinenti alle modalità di espletamento in concreto del servizio da parte della ricorrente, ininfluenti a fronte della ritenuta interpretazione delle norme contrattuali.

8. Conseguentemente il ricorso deve essere integralmente rigettato.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione delle spese sostenute dalla Asl resistente, che liquida in complessivi Euro 3.100,00, di cui Euro 100,00 per esborsi ed Euro 3.000,00 per compensi professionali, oltre spese generali e accessori come per legge.

Così deciso in Roma, il 14 luglio 2015.

Depositato in Cancelleria il 18 novembre 2015

 

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