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Ares 118, mare e vacanze si replica

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 Questo documento mi è stao inviato dai colleghi dell'ARES 118 lo scorso hanno, è passato un'anno ma, la musica è sempre la stessa! Laura Rita Santoro

 Ares 118, mare e vacanze si replica Come ogni anno il caldo ritorna e con la bollente stagione tornano anche le giornate da dedicare al mare. Ci aspettiamo di  passare il periodo estivo con i nostri cari, divertendoci come non mai, eventualmente facendo  sport mai provati durante l’inverno, oppure passando una giornata di più in discoteca.   Molte,  suggestive, caratteristiche e fresche sale da ballo sono  in riva al mare.   Tuttavia, mentre passiamo delle piacevoli serate estive, chi interverrà in caso di problemi di salute? Esistono angeli invisibili che non si divertono quando ci divertiamo noi, ma, nel momento in cui le nostre condizioni di salute sono compromesse, benché non invitati agli svaghi, distrazioni e divertimenti,  eccoli comparire, parlo delle squadre dell’ARES 118.  Pochi sanno che c’è una carenza cronica di personale all’ARES 118 di Roma,  nel migliore dei casi l’equipaggio è composto da tre figure, un infermiere, un’autista ed un barelliere. Ad ostia nel periodo invernale a stento si riesce a mantenere un buon servizio sanitario, ovviamente, sulle forse del personale in servizio, ma, con l’estate alle porte i cittadini che si trasferiscono al mare aumentano vertiginosamente ed il personale dell’ARES 118 già esausto, è notevolmente preoccupato! Preoccupati, perché, si chiedono se  riusciranno a mantenere standard sanitari  di qualità con turni massacranti e di straordinario per la copertura dei turni, feri, malattie e infortuni.            Per non parlare del pronto soccorso del Grassi, i colleghi dicono che spesso, nel periodo estivo, è privo di alcune attrezzature sanitarie.Può capitare che le barelle delle ambulanze vengano utilizzate come letti da pronto soccorso, un problema non da poco, dal momento che l’ambulanza senza la sua barella non può ripartire; l’equipaggio  di un’ambulanza dovrebbe poter prestare le prime cure al paziente, quindi dovrebbe poter tornare in strada a disposizione della successiva chiamata della centrale operativa del 118.   Il 18 maggio 2008,  ad esempio, un’ambulanza è rimasta bloccata al pronto soccorso dalle 13.30 alle 15.40 circa.  Gli equipaggi, così si chiama il personale che lavora su un’ambulanza,  si  chiedono se anche questa estate riusciranno a garantire l’adeguata assistenza sanitaria che gli utenti si aspettano e meritano, per i quali gli equipaggi  sono pagati (ma, poco!).  Inoltre, purtroppo il lavoro degli equipaggi, non è solo scientifico ma, anche un lavoro in cui si richiede la forza fisica.  Se l’equipaggio non è sufficiente, per varie necessità, non ultimo il peso del paziente, spesso si deve chiamare un’altra ambulanza in supporto, la dove le ambulanze sono già poche!  Esempio tradotto in numeri: ad ostia ci sono tre ambulanze (anche se poche), a Nettuno c'è un ambulanza, ad Anzio c'è  un ambulanza, a Tor San Lorenzo c'è un ambulanza, a Pomezia c'è un ambulanza, a Fiumicino Nord c'è un ambulanza, a Fregene c'è un ambulanza,  Passo scuro c'è un ambulanza, a Ladispoli c'è un ambulanza + un’ automedica,  a Santa marinella c'è un ambulanza con equipaggio formato da volontari, a Civitavecchia ci sono due ambulanze, i predetti  numeri vanno contestualizzati al periodo estivo,  in cui la popolazione aumenta notevolmente!  Siamo a maggio i colleghi dell’ARES chiedono insistentemente, dal momento che molto preoccupati, notizie del “Piano mare sicuro”. Alcuni, giorni orsono, è stato anche detto che gli autisti delle ambulanze verranno forniti dei “Tom Tom” per ottimizzare i tempi,  raggiungendo prima i pazienti. A tutt’oggi i nuovi sistemi di navigazione non sono stati consegnati, ammesso che non sia stata solo propaganda demagogica; ma, gli utenti, convinti che il personale sia stato fornito di questo nuovo ausilio, all’arrivo delle ambulanze insultano i colleghi, non sapendo che la loro attrezzatura è quella di sempre. Unica costante, il triplo salto carpiato all’indietro che, i professionisti sanitari devono fare ogni giorno per arrivare a fine turno.  Auguro ai colleghi un buon lavoro e molta solidarietà, dal momento che solo il personale sanitario e i pazienti che vivono in prima persona certe carenze, possono capire la preoccupazione in cui versano quotidianamente gli operatori dell’ARES 118.
 

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