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Sblocco del turnover o propaganda?

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ELEZIONI ORGANISMI STATUARI PERIFERICI 23-24/10/2015

 

 

 

Nel Lazio siamo piuttosto perplessi!

In questi giorni si sente parlare di Sblocco del turnover prima regionale, poi anche nazionale, stabilizzazione dei precari, tagli di spese sanitarie?

Però i colleghi "Infermieri", a differenza di altre categorie di dipendenti ospedalieri, chiedono il trasferimento, partecipano a bandi di mobilità e si vedono rifiutare il Nulla osta! Quindi gli infermieri che da anni aspettano un trasferimento, giacciono! In barba ad altre categorie, come gli amministrativi, che trovano accoglienza per i trasferimenti.

I precari "Infermieri" che ambirebbero ad una stabilizzazione, che è ben poca cosa rispetto ad un assunzione in ruolo, aspettano preoccupati, perchè le direttive applicate sono diverse ma soprattutto variegate tra una struttura e strutture, pur essendo nella stessa regione. Pazzesco!

Tagli alle spese sanitarie? Nonostante si continuino ad annunciare tagli alle spese, le ASL del Lazio continuano ad assumere Infermieri in Service. Gli Infermieri in Service sono esseri umani non in ruolo nella struttura pubblica, assunti con una società esterne e costano molto di più di un Infermiere in Ruolo! Ciò nonostante si continuano a mantenere le medesime condizioni di lavoro per gli Infermieri. Gli Infermieri in service, che vengono definiti di ruolo, può succedere che si vedano ridurre le ore di lavoro e quindi lo stipendio e non maturano anziantà di servizio ai fini di un concorso pubblico.

Parlano di sblocco del Tournover però non ho mai sentito parlare di concorsi pubblici ,per Infermieri, nel Lazio! E' meglio spendere e spandere in società che forniscono personale? Gli Infermieri, in servizio di ruolo sono pochi e  provati, hanno lavorato per anni e spesso senza presidi idonei, quindi hanno necessità di un ricambio generazionale, anche per problemi di salute.

I Politici, dal canto loro, continuano ad annunciare sblocco del tournover, stabilizzazioni come se fosse un regalo eccezzionale? 

Ciò nonostante gli Infermieri continuano ad aspettare che le parole diventino fatti!!!

 

Cordialmente

 

Laura Rita Santoro

 

 

 

 


 

 

Infermieri: una «staffetta generazionale» per dare spazio ai giovani. Il Ddl al Senato

Fonte per approfondire: http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/in-parlamento/2015-06-19/infermieri-staffetta-generazionale-dare-spazio-giovani-ddl-senato-122925.php?uuid=ACnfGVD&cmpid=nlqf&refresh_ce

di Rosanna Magnano

Contrastare l’invecchiamento della popolazione lavorativa degli infermieri - secondo rilevazioni Ipasvi i professionisti over 61 sono 23.351 su un totale di 412.07 - valorizzando la sostenibilità economica della cosiddetta «staffetta generazionale» fra operatori, senza nuovi oneri per le finanze pubbliche. E’ l’obiettivo del disegno di legge - a firma Silvestro, Dirindin e Bencini - presentato ieri in sede referente alla Commissione Igiene e sanità del Senato.

Il testo, illustrato dalla relatrice Nerina Dirindin (Pd), propone incentivi per favorire l'assunzione, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di giovani professionisti sanitari nonché il passaggio dal contratto di lavoro a tempo pieno al contratto di lavoro a tempo parziale degli esercenti le professioni sanitarie ai quali manchino non più di trentasei mesi alla maturazione dei requisiti pensionistici.

A ispirare il Ddl alcune forme di sperimentazione in atto o in fase di attuazione in varie regione italiane. Secondo i promotori del provvedimento, i benefici dell’applicazione di un generalizzazione processo del genere sarebbero diversi: contrasto alla disoccupazione; ingresso di forza lavoro, motivata e preparata, a tutto vantaggio degli assistiti e dell'organizzazione sanitaria; percorso di uscita «morbido» dal lavoro da parte di operatori pensionabili, garantendo loro il riconoscimento della pregressa esperienza e la valorizzazione delle competenze maturate anche attraverso lo svolgimento della funzione di mentore.

I contenuti del Ddl
In particolare, il disegno di legge prevede che per gli infermieri e gli esercenti le altre professioni sanitarie ai quali manchino non più di trentasei mesi alla maturazione dei requisiti pensionistici e che si rendano disponibili alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (con una riduzione dell'orario di lavoro pari al 50 per cento delle ore contrattualmente dovute) sia riconosciuta (sino alla maturazione dei requisiti pensionistici) anche la quota ulteriore di contribuzione che deriverebbe da un contratto di lavoro a tempo pieno.

Tale riconoscimento è subordinato alla sottoscrizione di un atto denominato «patto intergenerazionale», firmato dal pensionando, dall'assumibile, dall'azienda o struttura sanitaria (pubblica o privata accreditata), nonché dalle rappresentanze sindacali. Con i risparmi di spesa derivanti dalle riduzioni di orario in oggetto, il medesimo datore di lavoro assume, con contratto a tempo indeterminato, infermieri o esercenti altre professioni sanitarie di età non superiore a 35 anni e disoccupati o inoccupati. Tali nuovi contratti possono essere sia a tempo pieno sia a tempo parziale.

Il disegno di legge prevede anche che le aziende e strutture sanitarie (pubbliche o private accreditate) avviino, in collaborazione con l'Inps, una ricognizione relativa alla consistenza numerica degli infermieri e degli esercenti le altre professioni sanitarie ai quali manchino non più di trentasei mesi alla maturazione dei requisiti pensionistici e adottino, di concerto con le rappresentanze sindacali, piani di informazione volti a diffondere tra i potenziali destinatari la conoscenza degli incentivi in questione.

 

 

 

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